“La tentazione, se l’unica cosa che hai è un martello, è di trattare tutti i problemi come se fossero chiodi” Abraham Harold Maslow

E’ da molto che si discute di quanto i videogiochi possano modificare i comportamenti degli individui che si immergono eccessivamente in essi, con successiva difficoltà nel distinguere la realtà dalla finzione.

E’ venuto poi il turno delle vite parallele, dei social-ad-ogni-costo che ci permettono di far sapere a tutti quanto è spiacevole stare in coda in auto oppure quanto sia buona quella pizza che altri hanno già mangiato centinaia di volte senza averla mai fotografata e diffusa sul web.

Ora però…. stiamo forse superando il limite?

Sento sempre più spesso persone nel business chiedono di avere una applicazione per svolgere qualsiasi compito, senza chiedersi se una “app” aggiungerebbe valore nello svolgere meglio o più velocemente quel compito.

Sembra la moderna versione dello “strumento a tutti i costi”, quello che nei cartoni animati di Topolino è chiamato Strumentopolo, speriamo che i nostri figli non si facciano convincere fino in fondo che la soluzione stia in uno strumento o in una “app”.

 

Pare proprio, e basta guardarsi attorno per capirlo, che anche gli adulti siano caduti in questa distorsione.

 

Il problema è quando l’uso dello strumento ad ogni costo prevarica la necessità di avere a disposizione lo strumento stesso qualora servisse. Quindi vediamo gente che usa strumenti sbagliati per fare attività che non hanno idea di come vadano svolte, forti del fatto che hanno usato uno strumento pregiato. Come dire che una pianificazione è fatta bene se si usa un MRP o un Microsoft Project, che un testo è scritto bene se è attivo l’auto correttore, che una comunicazione è fatta bene perché si è mandata l’email, che una notizia è credibile perché è scritta su internet, che un calcolo è corretto perché è scritto sulla calcolatrice o sulla cella di Excel. Quasi rimpiango gli impiegati degli uffici pubblici che eleggevano a verità qualsiasi cosa perché “l’aveva detta il computer”.

 

Circondati come siamo da app-dotati e strumentopolo-dotati, preferirei avere attorno a me più normo-dotati, persone che si chiedano cosa serve fare e come sia meglio farlo, e solo dopo si chiedano quale sia lo strumento adatto, non gente che agisca partendo e limitandosi allo strumento come unica dimostrazione di aver fatto tutto il possibile per svolgere un compito a regola d’arte (ho fatto addirittura il Gantt, il progetto meglio di così non poteva venire).

 

La sensazione è che ormai sono in molti a credere che con un’”app” o uno strumento per ogni cosa si possa fare tutto, trattando il tutto alla stregua di chiodi per chi ha in mano solo un martello.

 

Sono curioso di leggere di casi in cui vi sia capitato di osservare in qualcuno questa distorsione tra “app” o “strumentopolo”, e realtà.








One Response to ““La tentazione, se l’unica cosa che hai è un martello, è di trattare tutti i problemi come se fossero chiodi” Abraham Harold Maslow”

  1. Anonimo ottobre 9, 2014 at 10:53 am #

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