“molta gente spende più tempo ed energia per aggirare i problemi piuttosto che per risolverli” Henry Ford

Certe volte può capitare di passare del tempo con persone che lavorano nel medesimo ruolo da ormai diverso tempo; in queste situazioni è possibile rendersi conto che queste persone hanno sviluppato una conoscenza del loro lavoro che è ampiamente sufficiente per individuare le problematiche e le possibili soluzioni.

La maggior parte delle volte questi individui sono in grado di descrivere esattamente molti dei problemi che impattano il loro lavoro.
Con un problema ben descritto potremmo essere già molto avanti nell’identificazione delle soluzioni, eppure, ciò che accade a questo punto, sebbene sia perfettamente umano, diventa purtroppo anche irrazionale.
Succede che le persone, forse per convalidare la propria analisi, iniziano a parlarne con altri e molto spesso si spendono in lamentele piuttosto che in azioni concrete da proporre al loro superiore.
Quando chiedo loro il motivo per cui rinunciano a proporre soluzioni al loro capo, mi rispondono che ci hanno già provato in passato ma non ha funzionato, perciò si rassegnano a sopravvivere ai problemi con la convinzione che il loro capo non voglia risolverli.
Tuttavia, ciò che ho constatato più e più volte in questi e molti altri casi, è che il modo con cui si porta il superiore a conoscenza del problema è chiaramente polemico, il che allontana gli interlocutori dalla ricerca di una soluzione, genera nel superiore un certo effetto di fastidio e termina con la mancanza di idee concrete su quali possano essere le azioni necessarie.
Nelle occasioni in cui mi capita di fare coaching sul problem solving spingo sempre le persone a testare un differente approccio, li spingo a completare l’analisi del problema che ogni giorno condiziona le loro attività, spingendosi oltre all’analisi fino ad arrivare ad azioni concrete e il più possibile a prova di distrazione (soluzioni che, tra l’altro, è dimostrato che sono decisamente più economiche di quanto si possa supporre) e di utilizzare la proposta di azioni concrete come argomento per coinvolgere il proprio superiore.
Immancabilmente il capo individua l’intenzione positiva già dalle prime frasi, e decide di supportare la risoluzione del problema che, così posto, ha un forte appeal e promette un chiaro ritorno dall’eventuale investimento.
Coloro che restano ad un passo dalle soluzioni e rinunciano ad esporre il problema indicando le azioni necessarie per risolverlo si ritroveranno ahimè per chissà quanto altro tempo a polemizzare e attendersi che sia sempre qualcun’altro chi deve occuparsi di risolvere i loro problemi.
Chissà se Henry Ford ha scritto la massima in oggetto in una di queste situazioni, molto comune nelle organizzazioni al giorno d’oggi e forse altrettanto comune già ai suoi tempi all’inizio del secolo scorso.







One Response to ““molta gente spende più tempo ed energia per aggirare i problemi piuttosto che per risolverli” Henry Ford”

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