Risk Management e Problem Solving non sono due cose diverse

Ultimamente il Risk Management sta prendendo sempre più piede.

Non so se questo fenomeno sia dettato dalle sempre maggiori incertezze dettate dalla crisi, oppure sia semplicemente una maggiore consapevolezza dei managers, o magari altro ancora.

Ciò che vedo è che sono sempre più frequenti i casi in cui viene citato. Non è mia intenzione spiegare cosa sia il risk management in un breve articolo, quello su cui vorrei riflettere è, invece, quanti siano parallelismi tra risk management e problem solving, due argomenti molto distanti tra loro… o forse no.
Il risk management è una attività che viene svolta in fase di pianificazione delle attività, il cui scopo è prevedere i possibili rischi per decidere in anticipo che tipo di risposta fornire ad ognuno di essi.

Il Problem Solving è, invece, un’attività che viene svolta in fase post-esecuzione, quando qualcosa non accade come vorremmo o come abbiamo pianificato, e dobbiamo correre ai ripari.

Apparentemente risk management e problem solving non si toccano mai come ambito di applicazione, il primo appartiene alla pianificazione ed il secondo alla post esecuzione. Eppure essi si sovrappongono completamente, sia come passi metodologici che come ambito di applicazione. Non vi sembra vero? seguitemi…..

Iniziamo dalle forti analogie che i due metodi hanno:

Entrambi si basano sulle evidenze di situazioni difformi o potenzialmente difformi dal desiderato.

Entrambi si pongono il problema della ricostruzione della catena causale per capire cosa porta o può portare all’evento indesiderato.

Entrambi fanno uso di ipotesi, oppure di dati certi, raccolti in situazioni simili.

Entrambi beneficiano di esperienze passate per guidare al meglio le attività future.

Entrambi si pongono la necessità di semplificare quanto sia complesso al fine di prediligere risposte chiare ad eventi molto probabili, piuttosto che tenere in conto ogni possibile variazione al tema.

Entrambi sono…. metodologicamente la stessa cosa!

Ancora non vi ho convinto? Proviamo allora a confutare quest’ultima affermazione…..
Nel risk management si fanno ipotesi su cose non ancora accadute partendo da esperienze pregresse, mentre nel problem solving si usano le esperienze attuali per evitare eventi indesiderati in futuro.

Beh, allora stiamo dicendo che il problem solving applicato all’evento passato coincide con il risk management applicato all’evento futuro, no?

Nel Risk Management scegliamo i rischi da gestire in base alla loro importanza in termini di probabilità/impatto. Nel problem solving scegliamo le cause da gestire in base al loro contributo al gap che è rappresentato dal problema.
Quindi anche qui stiamo dicendo che in entrambi i casi scegliamo di gestire i cosiddetti Vital Few (pochi elementi importanti) secondo un approccio simile o uguale alla legge di Pareto.

Nel Risk management implementiamo da subito risposte di diminuzione dell’impatto per i rischi molto probabili, mentre nel problem solving scegliamo le cause più importanti e decidiamo di adottare contromisure per evitare che accadano.
Praticamente la stessa cosa, no?

Date una occhiata ai risultati di due differenti ricerche di problem solving prima e risk management dopo su “Google immagini”, non sarà raro trovarsi di fronte ai medesime rappresentazioni grafiche, basate sul ciclo di Deming “Plan Do Check Act” o derivazioni dello stesso. Vi sto convincendo?

Ma se ancora non sono riuscito a convincervi evidenziando le analogie, se non vi ho convinto tentando di confutare la tesi e nemmeno confrontando le immagini dei metodi, come posso convincervi che il problem solving di un evento passato coincide con il risk management di un evento futuro?

Potrei chiedervi di spostarvi fisicamente allontanandovi per il momento dall’evento indesiderato, avvicinandovi invece all’attività di risk management o problem solving, in modo da cambiare il punto di osservazione di ciò che vi circonda, come illustrato di seguito.
Oppure potrei magari far notare che la ricerca dei rischi da gestire si basa su esperienze di problemi già vissuti in passato? Sembra addirittura ovvio scritto così, eppure come potrei indicare probabilità ed impatto di ogni rischio se non ne avessi mai avuto esperienza prima d’ora, diretta o riportata poco conta.

Un altro modo per convincervi c’è, basta vedere cosa dicono un paio di famosi “detti” riguardo rischi e problemi.

Warren Buffett ha detto che
“I Rischi derivano dal non conoscere cosa si stia facendo”, 
mentre Albert Einstein riguardo i problemi ha detto che
“se non lo puoi spiegare con semplicità significa che non lo hai compreso abbastanza”. 

Sono due ulteriori prove che rischi e problemi hanno la medesima connotazione e richiedono entrambi dettagliate analisi. D’altra parte chi può dire se il topo con l’elmetto ha applicato il problem solving o il risk management?

Ancora non so se quanto vi sto scrivendo non sia di vostro gradimento. Condividiamo questo articolo e vediamo cosa ne pensano gli altri. In più, domandiamoci se sia più facile partire dal problem solving o dal risk management. Io credo che sia opportuno prima applicare il problem solving che, basandosi su fatti già accaduti, ci permette di accumulare esperienze reali più velocemente e ci permette di ridurre il rischio (!) di fare ipotesi poco credibili o semplicemente troppo lontane dalla realtà.

D’altronde, se accettassimo di avere sempre più problemi (!) aumenteremmo proporzionalmente i rischi (!) ad essi collegati, come fa notare Dan Glickman quando dice che “Dove c’è un problema i rischi sono maggiori di quanto non fossero mai stati prima.”










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